Ferdinando Zuccotti

For a history of prescriptive prothesmia

Abstract

From the examination – freed from any dogmatic conditioning close to a mainly romanistic background – of different configurations and purposes that acquisitive and extinctive prescriptions (respectively usucaption and prescription of the actions) can assume in ancient and modern law results a reflextion about the doctrinaire notion of prothesmia in ancient Greece and particularly in Athens. In Hellenic culture, besides sources – particularly oratory – that testify some limited cases of prescription of specific actions, is outlined a general and residual rule that rejects all the rights claimed in undue delay, considering them unjustified and in bad faith. The result would be a double ruling system about prescription of the actions: on one hand a presumptive and wide customary law, on the other definite nomoi that provide precise temporal limits for single actions. Moreover, the regulation depicted by Plato’s Laws is not a innovation but probably a development of pre-existent Greek and Indoeuropean traditions.

Keywords: prescription, usucaption, prothesmia, orators, Plato, possession, time and law.



Per una storia della prothesmia prescrittiva

Riassunto

Dalla disamina – liberata da condizionamenti dogmatici di matrice principalmente romanistica – delle diverse configurazioni e finalità che la prescrizione acquisitiva ed estintiva (rispettivamente, usucapione e prescrizione delle azioni) può assumere negli ordinamenti antichi e moderni, si procede ad una riconsiderazione della nozione dottrinaria di prothesmia greca ed in particolare attica. Nel mondo ellenico, accanto alle testimonianze – specie oratorie – che attestano alcuni limitati casi di prescrizione di specifiche azioni, si configura una generale norma residuale secondo cui le pretese fatte valere giudizialmente con eccessivo ritardo, non adeguatamente giustificato, erano in linea di massima da respingere in quanto considerate pretestuose ed in mala fede. Ne risulta un duplice sistema normativo circa la prescrizione delle azioni: da una parte una generale norma consuetudinaria di tipo presuntivo, dall’altra specifici nomoi che stabilivano per singole azioni precisi limiti temporali. Inoltre si mostra come la regolamentazione dell’usucapione delineata dalle Leggi di Platone non sia un’innovazione bensì verosimilmente uno sviluppo delle preesistenti consuetudini greche ed indoeuropee.

Parole chiave: prescrizione, usucapione, prothesmia, oratori, Platone, possesso, tempo e diritto.


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