Carlo Pelloso

Diorthotic Justice and Positive Law.
Some Remarks on synallagma and klope.

Abstract

The Solonian reform considers theft as an adikema and prosecutes it in a very detailed way, providing for several legal procedures (dike, graphe, apagoge) and inflicting monetary fines or death penalty, according to the seriousness of the offence. Despite that, Aristotle in the fifth book the Nicomachean Ethics – treating of ‘diorthotic’ justice – describes klope as an akousion synallagma, i.e. est a relationship whose onset is not the content of a previous agreement, and so, seems to define such a wrong, also as regards the consequences, in terms of civil law. Nevertheless, in the Problemata he ascribes theft to penal law, sacrificing his ethic theories perhaps in favour of political opportunities.



Giustizia ‘diortotica’ e diritto positivo.
Alcune annotazioni su synallagma e klope

Riassunto

La riforma solonica considera il furto un adikema e lo persegue in modo alquanto dettagliato, prevedendo diverse forme processuali (dike, graphe, apagoge) e infliggendo sanzioni pecuniarie o pena capitale a seconda della gravità dell’offesa. Ciononostante, Aristotele, nel quinto libro dell’Etica Nicomachea – trattando della giustizia ‘diortotica’ – descrive la klope come un synallagma akousion, ossia un rapporto la cui insorgenza non costituisce oggetto di previo accordo, e così, sembra definire tale illecito, anche con riguardo alle sue conseguenze, in termini di diritto civile. Nondimeno, nei Problemata egli ascrive il furto al diritto penale, sacrificando le sue teorie etiche forse in favore di convenienze politiche.


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